da un mio commento su Repubblica a questo articolo che prende il via da alcune dichiarazioni del viceministro al Lavoro e alle Politiche sociali, Michel Martone.
Martone lo conosco bene, si fa per dire, per averlo sentito pontificare più volte in TV e una dal vivo durante una puntata di EXIT (La 7). Premesso che io mi sono laureato a 26 anni ma ho stimatissimi colleghi che si sono laureati a 30 e più e che sono dei bravissimi e prolifici ricercatori con Dottorato, devo dire che Martone è veramente uno che dimostra che la laurea non fa l’esperto.
Più volte ha sostenuto che nel mondo del lavoro italiano ci vuole più flessibilità. Non è il solo a dirlo ma lui ha l’aggravante di essere giovane … e un giovane non si può permettere di dire simili idiozie su un mondo del lavoro che è di fatto fra i più precarizzati d’europa, con meno tutele per i tempi determinati e gli stipendi minimi di categoria.
Peraltro senza che il soggetto si premuri mai di notare come invece il mondo dei datori di lavoro in italia sia fra i meno “coraggiosi” del mondo, meno votati alla ricerca e allo sviluppo e all’innovazione che ne consegue.
Industriali e grandi imprenditori che piangono miseria per aumentare i profitti chiedendo continue riduzioni del costo del lavoro senza dare nulla in cambio.
Mai si ricorda che sotto i 15 dipendenti l’art. 18 non esiste, sopra i 15 si può licenziare per giusta causa e nel caso di difficoltà economiche c’è la cassa integrazione. E nemmeno che esistono due leggi di m***a come la Biagi/Sacconi e la Treu che già hanno precarizzato il precarizzabile senza risolvere nulla se non deprimere l’economia.
Se ti laurei sotto i 28 anni per sparare ste ca***te tanto vale che vai a “quel Paese” non a questo …





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